Cella frigorifera standard o su misura?

Quando si richiede un’offerta per una cella frigorifera professionale, una delle prime domande è spesso: conviene scegliere una cella standard oppure farla realizzare su misura?

La risposta più immediata sembra economica. Una cella standard costa generalmente meno ed è disponibile più rapidamente; una cella su misura richiede invece progettazione, produzione e un investimento iniziale spesso superiore.

Ma questo confronto è incompleto.

Una cella standard che lascia inutilizzato molto spazio, ostacola il passaggio, non consente di aprire correttamente la porta o richiede costose modifiche al locale può diventare la soluzione più cara. Al contrario, una cella su misura non è automaticamente migliore: se il locale è regolare e le esigenze sono semplici, personalizzare ogni dettaglio può aumentare costi e tempi senza produrre un vantaggio reale.

La scelta corretta dipende quindi da quattro elementi:

  • geometria e caratteristiche del locale;
  • spazio utile realmente necessario;
  • modalità di utilizzo della cella;
  • costi complessivi di fornitura, montaggio e opere accessorie.

La domanda giusta non è soltanto “quanto costa la cella?”, ma “quale soluzione utilizza meglio il locale e permette di lavorare, pulire e manutenere l’impianto senza compromessi?”

 

Che cosa si intende per cella frigorifera standard?

Una cella frigorifera standard è normalmente composta da pannelli modulari prefabbricati, prodotti secondo misure e combinazioni definite dal costruttore. Pareti, soffitto, pavimento ed elementi porta vengono collegati durante il montaggio mediante sistemi di aggancio e giunti isolati.

“Standard” non significa necessariamente una sola misura. Molti sistemi modulari offrono numerose combinazioni di lunghezza, larghezza e altezza, spesso basate su incrementi regolari. Possono inoltre essere disponibili differenti:

  • spessori dei pannelli;
  • tipi e dimensioni della porta;
  • finiture del pavimento;
  • posizioni della porta;
  • configurazioni con o senza pavimento;
  • accessori, scaffalature e protezioni;
  • predisposizioni per monoblocco o impianto split.

La modularità permette quindi una certa flessibilità, ma entro il sistema previsto dal produttore.

Se il locale misura 3,17 × 2,48 metri, per esempio, la gamma standard potrebbe offrire una cella da 3,00 × 2,40 metri oppure la misura modulare immediatamente superiore. Nel primo caso si perde una parte dello spazio; nel secondo la cella potrebbe non entrare oppure non lasciare il gioco necessario per il montaggio.

 

Che cosa si intende per cella frigorifera su misura?

Una cella su misura viene progettata sulla base del rilievo reale e dell’utilizzo previsto. I pannelli, le porte, gli angoli, le partizioni e gli altri elementi vengono definiti per adattarsi al progetto, anziché obbligare il progetto ad adattarsi a una configurazione di catalogo.

La personalizzazione può riguardare:

  • lunghezza, larghezza e altezza;
  • spessore e tipologia dei pannelli;
  • forma non rettangolare;
  • nicchie, rientranze, pilastri o pareti fuori squadra;
  • posizione, dimensione e senso di apertura delle porte;
  • porte scorrevoli, a battente o passanti;
  • pavimento, soglie, rampe e portata richiesta;
  • divisione in più vani con temperature differenti;
  • posizione dell’evaporatore e passaggi impiantistici;
  • rinforzi, protezioni e finiture speciali;
  • integrazione con scaffalature, carrelli e flussi di lavoro.

Una cella su misura non dovrebbe però essere il risultato di adattamenti improvvisati eseguiti in cantiere. Tagliare pannelli senza una progettazione corretta può danneggiare i rivestimenti, interrompere la continuità dell’isolamento, creare ponti termici e rendere più difficile la sigillatura.

La personalizzazione migliore è quella definita prima della produzione, con disegni approvati, posizione degli elementi verificata e dettagli costruttivi coerenti con il sistema del fabbricante.

 

Una distinzione fondamentale: involucro e impianto frigorifero

La scelta tra standard e su misura riguarda principalmente l’involucro della cella: pannelli, pavimento, soffitto, porta, forma e dimensioni.

L’impianto frigorifero è una questione diversa.

Anche una cella standard deve essere dimensionata in funzione di:

  • temperatura interna richiesta;
  • temperatura e quantità della merce introdotta;
  • tempo disponibile per raffreddarla;
  • frequenza e durata delle aperture;
  • temperatura del locale o dell’aria esterna;
  • spessore e prestazioni dell’isolamento;
  • carichi interni e sbrinamenti;
  • umidità desiderata;
  • posizione del condensatore;
  • condizioni reali di utilizzo.

Non è quindi corretto acquistare una cella modulare e scegliere il gruppo frigorifero soltanto in base ai metri cubi. Una struttura standard può richiedere un impianto progettato specificamente per l’applicazione.

Allo stesso modo, una cella costruita su misura non compensa un gruppo frigorifero sottodimensionato, una cattiva distribuzione dell’aria o un condensatore installato in un luogo troppo caldo.

 

Cella standard e su misura a confronto

Criterio Cella standard Cella su misura
Prezzo iniziale Generalmente più contenuto Generalmente superiore
Tempi di fornitura Spesso più brevi Dipendono da progettazione e produzione
Scelta delle dimensioni Limitata alla modularità disponibile Adattata al rilievo e al progetto
Utilizzo di locali irregolari Può lasciare spazi inutilizzati Può seguire meglio la geometria disponibile
Posizione della porta Scelta tra configurazioni previste Definibile in funzione del flusso di lavoro
Altezza Vincolata alle misure della gamma Adattabile a soffitti bassi o esigenze particolari
Suddivisione in più vani Possibile solo in alcune gamme Progettata in funzione di prodotti e temperature
Modifiche future Spesso semplici nei sistemi modulari compatibili Possibili, ma da verificare sul progetto specifico
Sostituzione dei pannelli Più semplice se il modello resta disponibile Può richiedere un elemento prodotto appositamente
Opere edili accessorie Talvolta necessarie per farla entrare Possono essere ridotte adattando la cella al locale
Rischio di errori Basso se la configurazione è verificata Dipende dalla qualità del rilievo e della progettazione
Spazio utile Buono in locali compatibili Ottimizzabile nei locali vincolati

 

La tabella serve come orientamento. Il confronto corretto deve essere eseguito sul costo installato e sullo spazio utile ottenuto, non soltanto sul prezzo dei pannelli.

 

Quando una cella standard è la scelta più razionale

La soluzione standard è spesso preferibile quando:

  • il locale è rettangolare e sufficientemente ampio;
  • le misure modulari disponibili si adattano bene allo spazio;
  • pavimento e soffitto sono regolari;
  • non sono presenti pilastri, rientranze o impianti interferenti;
  • una porta standard può essere collocata nella posizione corretta;
  • non servono portate del pavimento o finiture particolari;
  • la cella contiene una sola zona di temperatura;
  • gli accessi consentono di trasportare i pannelli fino al punto di montaggio;
  • rimane spazio sufficiente per assemblaggio e manutenzione;
  • una futura estensione può essere realizzata con elementi compatibili.

Un esempio tipico è una cella positiva installata in un nuovo magazzino, con pavimento piano, altezza abbondante e nessun ostacolo. Se una misura modulare utilizza bene il locale, una soluzione standard può offrire il miglior rapporto tra costo, tempi e funzionalità.

In questi casi il su misura non aggiunge necessariamente valore.

 

Quando il su misura diventa realmente utile

1. Il locale ha una geometria irregolare

Vecchi edifici, cucine ristrutturate, cantine e locali tecnici presentano spesso:

  • pareti fuori squadra;
  • nicchie;
  • pilastri;
  • travi ribassate;
  • tubazioni non spostabili;
  • scale o passaggi adiacenti;
  • differenze di quota;
  • spazi residui tra altre apparecchiature.

In queste situazioni, una cella rettangolare standard può lasciare vuoti difficili da pulire e impossibili da utilizzare. Una soluzione su misura può recuperare volume, ma non deve seguire ogni irregolarità senza criterio: troppi angoli aumentano giunti, costo e complessità di pulizia.

Talvolta è più razionale regolarizzare una parete o spostare una tubazione. In altri casi è più conveniente adattare la cella. La decisione deve confrontare entrambe le possibilità.

 

2. L’altezza disponibile è limitata

L’altezza è uno dei vincoli più sottovalutati.

Non basta che la cella sia più bassa del locale. Bisogna lasciare lo spazio necessario per:

  • movimentare e collegare i pannelli del soffitto;
  • utilizzare gli attrezzi di montaggio;
  • sigillare correttamente i giunti;
  • far passare tubazioni, cavi e scarichi;
  • installare eventuali sospensioni o supporti;
  • accedere in futuro ai componenti tecnici.

 

Un caso reale

In un progetto eseguito in Svizzera, il locale aveva un’altezza di 2’200 mm. La cella standard proposta aveva un’altezza esterna di 2’260 mm: non sarebbe entrata neppure teoricamente.

Inoltre, il sistema richiedeva circa 140 mm di spazio per il montaggio. L’altezza esterna massima utilizzabile era quindi di circa 2’060 mm.

La soluzione corretta non consisteva nel forzare il montaggio o nel rinunciare alla coibentazione del soffitto, ma nel produrre una cella con altezza speciale.

Questo esempio mostra perché le misure devono essere verificate come una catena completa:

altezza del locale – spazio di montaggio – altezza esterna della cella – spessore del soffitto = altezza interna utile.

Pochi centimetri ignorati durante l’offerta possono rendere impossibile l’installazione.

 

3. Ogni metro quadrato ha valore

Nelle cucine professionali, negli hotel e nei centri urbani lo spazio costa. Lasciare 20 o 30 centimetri inutilizzati lungo una parete può significare perdere una fila di contenitori, ridurre la profondità degli scaffali o creare un passaggio troppo stretto.

Consideriamo un esempio puramente illustrativo:

  • soluzione standard: 3,00 × 2,40 m = 7,20 m² di superficie esterna;
  • soluzione adattata: 3,20 × 2,50 m = 8,00 m²;
  • differenza: 0,80 m², pari a circa l’11% in più.

La superficie geometrica non coincide con lo spazio effettivamente utilizzabile, perché devono essere considerati pannelli, scaffali, passaggi, evaporatore e apertura della porta. Tuttavia, l’esempio mostra come una differenza apparentemente piccola possa incidere sulla capacità operativa per molti anni.

Il valore dello spazio recuperato deve essere confrontato con il sovrapprezzo della produzione su misura.

 

4. La porta deve adattarsi al flusso di lavoro

La porta non dovrebbe essere collocata dove è più semplice produrre la cella, ma dove permette di lavorare correttamente.

Bisogna verificare:

  • percorso della merce in ingresso e in uscita;
  • larghezza di carrelli, casse e contenitori;
  • senso di apertura;
  • spazio necessario davanti alla porta;
  • interferenze con tavoli, scaffali e altre porte;
  • necessità di una porta scorrevole;
  • altezza della soglia e presenza di una rampa;
  • protezioni contro urti;
  • dispositivo di apertura dall’interno;
  • eventuale passaggio tra due locali.

Una porta troppo stretta rallenta il lavoro. Una porta troppo grande aumenta infiltrazioni e carico termico. Una porta che si apre contro un tavolo o blocca un corridoio dimostra che cella e cucina sono state progettate separatamente.

Il su misura è particolarmente utile quando occorre una porta di dimensione speciale o in una posizione non prevista dalle configurazioni modulari.

 

5. Servono più zone di conservazione

Una singola struttura può essere suddivisa in più vani, per esempio:

  • cella positiva per alimenti freschi;
  • zona separata per carne o pesce;
  • comparto per bevande;
  • cella negativa;
  • anticella o zona di passaggio.

In questi casi non basta aggiungere una parete divisoria. Devono essere valutati:

  • temperatura di ogni vano;
  • spessore delle partizioni;
  • passaggio delle persone e della merce;
  • posizione delle porte;
  • evaporatori e distribuzione dell’aria;
  • scarichi della condensa;
  • sbrinamento;
  • regolazione e allarmi;
  • differenze di pressione;
  • rischio di condensa nei punti di collegamento.

Una cella combinata ben progettata può utilizzare meglio lo spazio rispetto a due celle indipendenti, ma richiede un coordinamento preciso tra struttura e refrigerazione.

 

6. Il pavimento deve sopportare carichi o traffico particolari

Il pavimento standard può essere adeguato per persone, scaffali e carrelli leggeri, ma non ogni applicazione ha le stesse esigenze.

Devono essere dichiarati in anticipo:

  • peso massimo della merce;
  • carico concentrato dei piedi delle scaffalature;
  • tipo di carrello;
  • diametro e materiale delle ruote;
  • frequenza dei passaggi;
  • presenza di transpallet;
  • necessità di lavaggio frequente;
  • rischio di urti o caduta di oggetti.

Una ruota piccola può esercitare sul rivestimento una pressione molto superiore a quella suggerita dal peso totale del carrello. Per questo motivo non basta chiedere genericamente “quanti chilogrammi regge il pavimento”: servono il carico distribuito, i carichi puntuali e le condizioni di utilizzo ammesse dal costruttore.

Per alcune celle positive può essere valutata una configurazione senza pavimento prefabbricato, utilizzando un pavimento edilizio idoneo. Questa scelta richiede però una verifica di isolamento, igiene, pendenza, giunti, barriera al vapore, condensa e ponti termici.

Nelle celle negative il pavimento deve essere progettato con particolare attenzione. In funzione della costruzione, della temperatura e del sottofondo, può essere necessario prevedere misure contro il gelo al di sotto della cella. Non è un dettaglio da decidere dopo il montaggio.

 

7. Il progetto deve integrarsi con impianti esistenti

In una ristrutturazione, la cella deve convivere con:

  • scarichi;
  • tubazioni dell’acqua;
  • canalizzazioni elettriche;
  • impianti antincendio;
  • ventilazione;
  • travi e strutture portanti;
  • unità frigorifere già presenti;
  • percorsi di evacuazione e accessi tecnici.

Le aperture nei pannelli devono essere limitate, posizionate e sigillate correttamente. Un passaggio realizzato senza cura può diventare un punto di infiltrazione di aria umida, condensa o dispersione termica.

La cella su misura permette di predisporre molti dettagli in produzione, ma soltanto se il rilievo è completo e gli altri impianti sono già coordinati.

 

Lo spazio utile non è il volume interno dichiarato

Una cella può avere un buon volume interno e risultare comunque scomoda.

Lo spazio realmente utilizzabile dipende da:

  • profondità degli scaffali;
  • larghezza dei corridoi;
  • dimensioni dei contenitori;
  • altezza raggiungibile in sicurezza;
  • ingombro dell’evaporatore;
  • area libera davanti alla mandata e alla ripresa dell’aria;
  • apertura della porta;
  • separazione tra categorie di prodotti;
  • necessità di eseguire pulizia e inventario.

Per questo motivo la disposizione degli scaffali dovrebbe essere disegnata prima di ordinare la cella.

Se si scopre dopo il montaggio che un corridoio è troppo stretto o che un montante blocca l’evaporatore, la superficie acquistata non si trasforma in capacità di stoccaggio.

Una buona progettazione parte dai formati realmente utilizzati: cassette, cartoni, contenitori GN, fusti, teglie, carrelli o pallet. Solo dopo si definiscono dimensioni interne e posizione della porta.

 

Igiene e facilità di pulizia

In Svizzera, l’Ordinanza del DFI sui requisiti igienici per il trattamento delle derrate alimentari stabilisce che i locali nei quali gli alimenti vengono preparati, trasformati o trattati devono essere concepiti e sistemati in modo da garantire una buona igiene e impedire contaminazioni.

Per una cella frigorifera questo principio si traduce in scelte concrete:

  • superfici resistenti e adatte alla pulizia prevista;
  • giunti continui e correttamente sigillati;
  • angoli e raccordi accessibili;
  • assenza di spazi morti difficili da pulire;
  • protezione delle pareti nelle zone soggette a urti;
  • pavimento compatibile con detergenti, acqua e traffico;
  • corretta gestione della condensa e degli scarichi;
  • scaffalature che permettano di pulire pareti e pavimento;
  • materiali adeguati all’ambiente e ai prodotti conservati.

Una cella su misura può migliorare l’integrazione igienica del locale, ma una forma eccessivamente complessa può ottenere l’effetto opposto. Ogni rientranza crea nuovi giunti e nuove zone da mantenere pulite.

La soluzione migliore è generalmente la geometria più semplice che utilizza bene lo spazio disponibile.

 

Continuità dell’isolamento e rischio di condensa

La cella è un involucro termico. La sua prestazione dipende non soltanto dallo spessore dei pannelli, ma dalla continuità dell’intero sistema.

I punti più delicati sono:

  • collegamento parete-pavimento;
  • collegamento parete-soffitto;
  • angoli;
  • telaio della porta;
  • giunti tra pannelli;
  • passaggi di tubazioni e cavi;
  • soglie;
  • unione tra vani a temperature differenti.

Una personalizzazione mal progettata può aumentare il numero di punti critici. Una soluzione standard ben assemblata può invece garantire una continuità eccellente.

Il su misura è vantaggioso quando permette di risolvere i dettagli prima del montaggio. Diventa rischioso quando viene utilizzato per giustificare tagli e adattamenti non previsti sul posto.

 

Standard significa sempre più economico?

Non necessariamente.

Il prezzo di acquisto della struttura standard è spesso inferiore, ma il confronto completo deve includere:

  • trasporto;
  • montaggio;
  • modifiche edilizie;
  • spostamento di tubazioni e impianti;
  • preparazione o correzione del pavimento;
  • tamponamenti degli spazi residui;
  • perdita di superficie utile;
  • costo delle scaffalature adattate;
  • difficoltà di pulizia;
  • possibilità di ampliamento;
  • tempo necessario per l’installazione;
  • impatto dell’intervento sull’attività.

Se per installare una cella standard bisogna demolire una parete, spostare uno scarico e rinunciare a una parte importante del deposito, il risparmio iniziale può scomparire.

Allo stesso modo, non è razionale progettare pannelli speciali se una misura modulare lascia soltanto pochi centimetri inutilizzati senza conseguenze operative.

La decisione deve basarsi sul costo totale della soluzione finita e utilizzabile.

 

Tempi di consegna: attenzione al progetto incompleto

Una cella standard può essere più rapida da fornire, specialmente se gli elementi sono disponibili a magazzino. Tuttavia, “disponibile” non significa automaticamente “installabile”.

Prima dell’ordine devono essere verificati:

  • misure definitive;
  • accesso al locale;
  • percorso dei pannelli;
  • portata e planarità del pavimento;
  • spazio di montaggio;
  • posizione della porta;
  • posizione dell’impianto frigorifero;
  • alimentazione elettrica;
  • scarico della condensa;
  • interferenze con altri lavori.

Una cella su misura richiede più tempo all’inizio, perché servono rilievo, disegno e approvazione. Questa fase può però ridurre ritardi e modifiche durante il cantiere.

Il tempo dedicato alla progettazione non è tempo perso: è il momento in cui gli errori costano meno.

 

La possibilità di smontare o ampliare la cella

Uno dei vantaggi dei sistemi modulari è la possibilità, in determinate condizioni, di smontare, trasferire o ampliare la struttura.

Prima di considerare questa caratteristica come garantita bisogna però verificare:

  • disponibilità futura della stessa gamma di pannelli;
  • compatibilità di giunti e finiture;
  • stato delle guarnizioni dopo lo smontaggio;
  • possibilità di modificare soffitto e pavimento;
  • nuova posizione della porta;
  • capacità dell’impianto frigorifero dopo l’ampliamento;
  • lunghezza delle tubazioni e posizione del gruppo;
  • condizioni del nuovo locale;
  • costo reale di smontaggio, trasporto e rimontaggio.

Ampliare la struttura senza ricalcolare il carico frigorifero può lasciare il gruppo sottodimensionato. Una cella più grande non è soltanto un insieme di pannelli aggiuntivi.

Se è prevedibile una crescita dell’attività, conviene discuterla già in fase di progetto. Si può valutare una struttura predisposta all’estensione, una posizione della porta compatibile e un impianto con la flessibilità necessaria, evitando però sovradimensionamenti arbitrari.

 

Gli errori più frequenti che vediamo sul campo

Scegliere in base alle sole misure esterne

Le misure esterne non dicono quanto spazio rimarrà tra gli scaffali né quale altezza interna sarà disponibile dopo aver considerato pavimento e soffitto.

 

Dimenticare lo spazio di montaggio

Una cella che entra al millimetro sulla planimetria può essere impossibile da assemblare. Il gioco necessario dipende dal sistema costruttivo e deve essere confermato dal produttore.

 

Misurare il locale in un solo punto

Pareti, pavimenti e soffitti non sono sempre paralleli. Bisogna rilevare più quote, diagonali, fuori piombo e punti più bassi.

 

Definire la porta senza considerare i carrelli

La larghezza deve essere verificata sul mezzo più ingombrante realmente utilizzato, considerando maniglie, ruote, protezioni e spazio di manovra.

 

Progettare gli scaffali dopo la cella

Questo può creare corridoi inutilizzabili, angoli persi e ostruzioni al flusso d’aria.

 

Tagliare pannelli in cantiere senza un dettaglio approvato

Ogni modifica dell’involucro può influire su isolamento, barriera al vapore, resistenza, igiene e garanzia.

 

Appoggiare pesi sul soffitto della cella

Il soffitto non deve essere utilizzato come deposito o supporto per impianti se la portata e il sistema di sospensione non sono stati espressamente progettati e autorizzati.

 

Confrontare soltanto il prezzo dei pannelli

Il cliente acquista una cella installata e funzionante, non un elenco di pannelli. Opere accessorie, spazio perso, tempi e difficoltà operative devono entrare nel confronto.

 

Checklist per scegliere tra standard e su misura

Prima di richiedere un’offerta è utile raccogliere:

  • planimetria quotata del locale;
  • lunghezza, larghezza e altezza misurate in più punti;
  • diagonali e presenza di pareti fuori squadra;
  • fotografie di pareti, soffitto, pavimento e accessi;
  • posizione di pilastri, travi, tubazioni, scarichi e quadri;
  • larghezza e altezza di porte, corridoi, scale e ascensori;
  • temperatura interna richiesta;
  • tipo, quantità e formato dei prodotti;
  • temperatura della merce in ingresso;
  • quantità introdotta ogni giorno;
  • numero e durata delle aperture;
  • dimensioni di cassette, carrelli e contenitori;
  • disposizione desiderata delle scaffalature;
  • posizione e dimensioni della porta della cella;
  • senso di apertura e spazio di manovra;
  • necessità di pavimento isolato, rampa o soglia ribassata;
  • carichi distribuiti e puntuali sul pavimento;
  • posizione possibile di evaporatore e condensatore;
  • percorso delle tubazioni frigorifere;
  • disponibilità di alimentazione elettrica e scarico;
  • necessità di allarmi e registrazione della temperatura;
  • possibilità di ampliamento futuro;
  • tempi disponibili per consegna e montaggio.

Con questi dati è possibile preparare un confronto serio tra soluzione standard e su misura. Senza un rilievo completo, entrambe restano ipotesi.

 

Una matrice decisionale semplice

Situazione Orientamento iniziale
Locale nuovo, rettangolare e ampio Standard
Misura modulare compatibile con scaffali e passaggi Standard
Urgenza e configurazione semplice Standard, dopo verifica del rilievo
Soffitto basso o altezza non standard Su misura
Pilastri, nicchie o pareti irregolari Valutare su misura e opere edili
Spazio molto costoso o limitato Su misura, se il volume recuperato è significativo
Porta speciale o posizione vincolata Su misura
Più vani o temperature differenti Progetto su misura
Carrelli pesanti o pavimento speciale Standard rinforzato oppure su misura, secondo i carichi
Possibile trasferimento futuro Sistema modulare standard compatibile
Ristrutturazione con molti impianti esistenti Su misura dopo rilievo e coordinamento

 

Questa matrice non sostituisce il progetto. Serve a capire dove indirizzare l’analisi iniziale.

 

Conclusione: standard dove è sufficiente, su misura dove crea valore

Una cella standard è spesso affidabile, rapida ed economicamente conveniente. Quando il locale è regolare e una misura modulare si integra bene con porta, scaffali e impianto, non esiste alcun motivo tecnico per complicare il progetto.

La cella su misura diventa invece la scelta corretta quando risolve un vincolo reale: recupera spazio utile, supera un limite di altezza, integra più vani, permette una porta speciale, sopporta carichi particolari o riduce costose modifiche edilizie.

Il su misura non deve essere scelto perché appare più prestigioso. Lo standard non deve essere scelto soltanto perché costa meno.

La domanda corretta non è:

“Qual è il prezzo più basso della struttura?”

La domanda corretta è:

“Quale configurazione offre il miglior equilibrio tra spazio utile, funzionalità, igiene, installazione e costo complessivo per questo locale?”

È questa valutazione, eseguita prima dell’ordine, che evita adattamenti improvvisati e trasforma un insieme di pannelli in una cella frigorifera professionale progettata per lavorare bene nel tempo.

 

Devi scegliere una cella frigorifera standard o su misura?

Inviaci una planimetria, le misure rilevate in più punti, alcune fotografie del locale, la temperatura desiderata e una descrizione dei prodotti e dei carrelli utilizzati. Verificheremo spazio di montaggio, disposizione interna, porte, pavimento e impianto frigorifero per confrontare una soluzione modulare standard con un’eventuale realizzazione su misura.

 

Ingross Innovative Gastro-Technik GmbH
Progettazione, installazione e assistenza tecnica per celle frigorifere professionali in Svizzera.

 

Fonti tecniche consultate

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