Montare una cella frigorifera da soli: cosa bisogna sapere?

Una cella frigorifera modulare arriva normalmente in pannelli prefabbricati e, vista da fuori, può sembrare relativamente semplice da montare. Il paragone con un mobile a incastro, però, è fuorviante.

Una cella professionale deve essere contemporaneamente:

  • stabile e correttamente allineata;
  • continua dal punto di vista termico;
  • resistente al passaggio di persone, carrelli e merci;
  • sigillata contro aria calda, umidità e acqua di lavaggio;
  • igienicamente pulibile;
  • compatibile con evaporatore, porta, scarico e impianto elettrico;
  • sicura per chi la utilizza e per chi vi rimane accidentalmente all’interno.

Un errore di pochi millimetri nella posa del pavimento può diventare una porta che non chiude. Un giunto montato male può causare condensa. Un foro eseguito nel punto sbagliato può interrompere la barriera al vapore, danneggiare un cavo riscaldante o indebolire un pannello. Un impianto frigorifero installato senza le competenze necessarie può invece comportare rischi per le persone, perdite di refrigerante e violazioni delle prescrizioni svizzere.

La risposta breve è quindi questa: in alcuni sistemi è possibile partecipare al montaggio meccanico dell’involucro, ma installare e mettere in servizio una cella frigorifera professionale completa non è normalmente un lavoro fai da te.

Prima distinzione: involucro, impianto frigorifero ed elettricità non sono la stessa cosa

Quando si parla di “montare una cella” si sommano spesso lavori molto diversi.

1. Montaggio dell’involucro isolato

Comprende pavimento, pareti, soffitto, profili, giunti, porta e finiture. È la parte che, per alcuni modelli modulari, può essere meccanicamente accessibile a una squadra con esperienza di montaggio, attrezzatura adeguata e istruzioni specifiche del produttore.

Non significa però che qualsiasi cella sia prevista per il montaggio da parte dell’utilizzatore. Le istruzioni del modello acquistato hanno sempre la precedenza. A titolo di esempio, le istruzioni TectoCell Standard Plus di Viessmann sono espressamente rivolte a specialisti autorizzati e riservano la prima messa in servizio al produttore o a uno specialista da esso autorizzato.

2. Installazione dell’impianto frigorifero

Comprende, secondo la soluzione scelta, fissaggio di evaporatore e condensatore, posa delle tubazioni, brasatura, prova di tenuta, vuoto, gestione e carica del refrigerante, regolazione e avviamento.

In Svizzera, l’UFAM precisa che la fabbricazione, il montaggio, la manutenzione e lo smaltimento professionale o commerciale di apparecchi e impianti di refrigerazione sono attività che richiedono un’autorizzazione speciale per l’utilizzazione di prodotti refrigeranti, una qualifica riconosciuta equivalente oppure l’esecuzione sotto la direzione di una persona autorizzata. Il riferimento è l’articolo 7 ORRPChim e la relativa ordinanza DATEC.

Questo limite non riguarda soltanto “aggiungere gas”. Installare un circuito split e intervenire sul circuito frigorifero fanno parte del lavoro specialistico.

3. Collegamenti elettrici

Una piccola unità monoblocco realmente pronta all’uso può, se prevista dal fabbricante, essere collegata a una presa idonea già esistente. È diverso dal creare una linea, collegare in modo fisso evaporatore, unità condensatrice, resistenze, illuminazione, allarmi e regolatore.

L’ESTI ricorda che chi esegue, modifica o ripara impianti elettrici, oppure raccorda in modo fisso materiali elettrici, deve disporre della corrispondente autorizzazione secondo l’OIBT. Il dimensionamento della protezione, la sezione dei cavi, il dispositivo differenziale, il sezionamento e il controllo finale non vanno improvvisati.

Si può montare da soli? Una matrice decisionale

La tabella seguente è un orientamento generale. Non sostituisce le istruzioni del fabbricante, la valutazione del cantiere o le prescrizioni applicabili al singolo progetto.

Attività Possibile partecipazione del cliente? Quando serve lo specialista
Rilievo delle misure e sgombero del locale Se vi sono dubbi su quote, accessi o portata del solaio
Controllo della consegna e inventario dei pannelli Danni strutturali o componenti non identificabili
Tracciatura dell’ingombro Sì, seguendo il disegno Geometrie complesse, più comparti o vincoli edilizi
Correzione di planarità e preparazione del sottofondo Solo con competenza edile Cella freezer, barriera al vapore, isolamento o riscaldamento del pavimento
Assemblaggio di pannelli modulari Talvolta Se il manuale richiede personale qualificato, la cella è grande o i pannelli devono essere sollevati in quota
Montaggio e regolazione della porta Sconsigliato senza esperienza Porta pesante, scorrevole, riscaldata o con dispositivi di sicurezza
Fori nei pannelli Solo se già previsti e documentati Ogni nuovo attraversamento, specialmente su porta, pavimento o pannelli con cavi integrati
Posa dello scarico condensa Solo se progettato Se servono sifone, pendenze, protezione antigelo o raccordo all’edificio
Montaggio meccanico di un monoblocco Solo se il produttore lo consente Unità pesante, lavori in quota o modifiche al pannello
Tubazioni, brasatura, prova di tenuta, vuoto e refrigerante No Frigorista con autorizzazione speciale
Collegamento elettrico fisso e nuova linea No Impresa o persona autorizzata secondo OIBT
Regolazione, collaudo e messa in servizio Con il tecnico Specialista dell’impianto e, quando richiesto, del fabbricante

In pratica, il cliente può contribuire alla logistica e, su alcuni prodotti, all’assemblaggio meccanico. Non dovrebbe però assumersi da solo la responsabilità dell’intera installazione.

Il locale deve essere pronto prima dell’arrivo dei pannelli

Molti problemi attribuiti alla cella nascono in realtà dal locale che la ospita.

Misure, accessi e spazio di montaggio

Non basta verificare che la cella entri nel locale. Occorre controllare:

  • passaggio attraverso porte, corridoi, scale e montacarichi;
  • altezza libera per sollevare e ruotare i pannelli del soffitto;
  • spazio per montare utensili e sistemi di sollevamento;
  • distanza da muri e soffitto richiesta dal produttore;
  • accessibilità futura a condensatore, evaporatore, quadro elettrico e scarico;
  • percorso delle tubazioni frigorifere e dei cavi;
  • espulsione del calore prodotto dall’unità condensatrice.

Le istruzioni Viessmann citate tra le fonti richiedono, per quel sistema specifico, un ambiente sufficientemente ventilato e distanze minime dall’edificio; i valori cambiano tra cella positiva e negativa. Non bisogna trasferire automaticamente tali misure a un altro marchio: vanno controllate sulla documentazione del modello scelto.

Portata e planarità del pavimento

Il sottofondo deve sostenere il peso combinato di:

  • cella e pavimento isolato;
  • scaffalature;
  • prodotti alla massima capacità prevista;
  • persone, carrelli e carichi concentrati sulle ruote;
  • eventuali unità collocate sopra la cella.

La superficie deve inoltre essere piana e orizzontale entro le tolleranze indicate dal produttore. Se la base è fuori livello, i pannelli non si accoppiano correttamente, il soffitto può non chiudere e la porta può deformarsi o lavorare male.

Spessori improvvisati sotto pochi punti non sono una soluzione universale: possono creare carichi concentrati e lasciare parti del pavimento senza appoggio. Il sistema di compensazione deve sostenere i giunti e distribuire il carico come previsto dal costruttore.

Cella positiva e cella freezer: il pavimento cambia tutto

Una cella a temperatura positiva può talvolta essere realizzata senza pavimento prefabbricato, se il pavimento edilizio soddisfa i requisiti termici, igienici e costruttivi del progetto.

Per una cella negativa, invece, il rischio non è soltanto la dispersione energetica. Il freddo può penetrare nel sottofondo, congelare l’umidità e provocare sollevamenti, fessure o danni alla struttura. Possono essere necessari isolamento specifico, barriera al vapore, ventilazione del sottofondo o riscaldamento antigelo. La soluzione dipende da temperatura, terreno, stratigrafia e condizioni dell’edificio e deve essere progettata prima della posa.

Controllare la consegna prima di iniziare

Aprire tutti gli imballi senza ordine è uno dei modi più semplici per perdere tempo e danneggiare i componenti.

Prima del montaggio conviene:

  1. confrontare colli e componenti con distinta e disegno di montaggio;
  2. fotografare gli imballaggi e segnalare subito urti, pieghe o schiacciamenti;
  3. identificare pannelli di pavimento, parete, soffitto, angoli e porta;
  4. verificare profili, sigillanti, tappi, fissaggi e accessori;
  5. depositare i pannelli in piano, asciutti e protetti;
  6. non rimuovere prematuramente le protezioni delle superfici;
  7. separare gli utensili usati sull’acciaio comune da quelli destinati all’acciaio inox.

I pannelli sandwich non devono essere movimentati afferrando solo la lamiera esterna. Le istruzioni del fabbricante possono prescrivere il trasporto dal basso per evitare la separazione degli strati. Per elementi lunghi o pesanti servono più persone o mezzi di sollevamento adeguati.

Sequenza corretta del montaggio meccanico

La sequenza precisa dipende dal sistema. Quella seguente descrive la logica generale, non sostituisce il manuale del prodotto.

1. Tracciare il perimetro e verificare le diagonali

Riportare sul pavimento la posizione reale della cella, della porta e degli eventuali divisori. Controllare ingombro, squadro e diagonali prima di fissare profili o posare i primi elementi. È più facile correggere una linea a matita che una cella già serrata.

2. Preparare la base o il pavimento isolato

Montare la struttura di base, i profili oppure gli elementi di pavimento nell’ordine indicato. Le superfici di giunzione devono essere pulite, asciutte e prive di grasso. Nastri e sigillanti vanno applicati soltanto dove previsto e con il prodotto compatibile indicato dal fabbricante.

Un eccesso casuale di silicone non compensa un giunto meccanicamente scorretto. Può anzi nascondere un difetto senza ripristinare continuità termica e portanza.

3. Partire da un angolo di riferimento

Il primo angolo determina la geometria della cella. Montare i pannelli mantenendoli verticali e temporaneamente stabilizzati. Nei sistemi con serrature eccentriche, i pannelli devono essere avvicinati e allineati prima del serraggio; forzare una serratura per recuperare un disallineamento importante può danneggiare il meccanismo o il bordo del pannello.

4. Inserire il telaio porta senza deformarlo

La porta è il componente che rende immediatamente visibili gli errori geometrici. Il telaio deve essere a piombo, in bolla e non torsionato. Prima di chiudere definitivamente pareti e soffitto bisogna controllare:

  • luce uniforme tra anta e telaio;
  • appoggio continuo della guarnizione;
  • apertura e chiusura senza attriti;
  • funzionamento dello sblocco interno;
  • posizione di cerniere, riscontro e soglia;
  • passaggio dei cavi già predisposti per luce e riscaldamento porta.

Una porta che chiude solo esercitando molta forza non è “ancora da assestare”: spesso segnala un telaio fuori squadra o una cella non livellata.

5. Montare il soffitto in sicurezza

I pannelli del soffitto sono ingombranti e possono essere pesanti. Devono essere sollevati con attrezzatura e personale adeguati, evitando di lasciare pareti alte non stabilizzate.

Il soffitto della cella non va considerato automaticamente calpestabile né idoneo a sostenere evaporatori, tubazioni, canalizzazioni o persone. Ogni carico sospeso o appoggiato deve essere verificato sulle portate dichiarate e, quando necessario, trasferito a una struttura indipendente.

6. Serrare, ricontrollare e sigillare

Dopo avere chiuso l’involucro si verificano nuovamente verticalità, diagonali, quota del soffitto e funzionamento della porta. Solo dopo si completano tappi, giunti e sigillature previste.

Il principio è semplice: prima la geometria e l’accoppiamento meccanico, poi la sigillatura.

Attraversamenti e fori: un dettaglio che decide la durata della cella

Ogni passaggio per tubi, cavi, scarichi o valvole attraversa l’isolamento e le lamiere del pannello. Se è realizzato male può provocare:

  • ingresso di aria umida;
  • condensa all’interno del pannello;
  • ghiaccio nelle celle negative;
  • corrosione dei bordi tagliati;
  • ponte termico;
  • perdita di resistenza o delaminazione;
  • infiltrazioni durante il lavaggio.

Prima di forare bisogna conoscere la struttura del pannello e verificare l’assenza di cavi, riscaldamenti o rinforzi. Le porte sono particolarmente critiche: possono contenere cablaggi e componenti integrati. Un manuale Viessmann, per esempio, vieta lavori meccanici non previsti su porta e oblò a causa del rischio elettrico.

Il foro deve avere la dimensione minima necessaria, bordi protetti e una chiusura compatibile con temperatura, umidità, igiene e movimento delle tubazioni. Nelle celle freezer la tenuta al vapore sul lato caldo è essenziale: riempire il vuoto con schiuma senza progettare la continuità della barriera al vapore non basta.

Posizionamento dell’evaporatore e circolazione dell’aria

Anche un involucro montato perfettamente può funzionare male se l’evaporatore è collocato nel punto sbagliato.

Occorre considerare:

  • direzione del lancio dell’aria;
  • ritorno libero verso l’aspirazione;
  • distanza da porta, scaffali e prodotti;
  • spazio per aprire vasca, ventilatori e carter durante la manutenzione;
  • percorso e pendenza dello scarico condensa;
  • distribuzione uniforme della temperatura;
  • rischio che l’aria fredda colpisca direttamente prodotti sensibili.

L’evaporatore non dovrebbe essere “incastrato dove rimane spazio”. La sua posizione fa parte del progetto frigorifero e del layout interno.

Scarico della condensa: pendenza, sifone e rischio di gelo

Durante il funzionamento e soprattutto durante lo sbrinamento, l’evaporatore produce acqua. Lo scarico deve allontanarla senza ristagni e senza permettere ingressi d’aria o odori dalla rete di scarico.

La soluzione può richiedere:

  • pendenza continua;
  • diametro adeguato;
  • sifone posizionato correttamente;
  • possibilità di ispezione e pulizia;
  • separazione igienica dalla rete dell’edificio;
  • isolamento della tubazione;
  • cavo riscaldante per tratti esposti al gelo;
  • protezione contro riflusso e condensa esterna.

Nelle celle negative, un tratto non riscaldato o con contropendenza può congelare e riempire d’acqua la vasca dell’evaporatore. Il risultato tipico è ghiaccio nella cella, non necessariamente un guasto del ciclo di sbrinamento.

Requisiti igienici: la cella deve poter essere pulita davvero

Per i locali nei quali sono trattate derrate alimentari, l’Ordinanza del DFI sui requisiti igienici richiede, tra l’altro, che i pavimenti siano mantenuti in condizioni ineccepibili, facili da pulire e, se necessario, da disinfettare; contiene requisiti analoghi per le superfici delle pareti nelle zone interessate.

Applicato al montaggio di una cella, questo significa evitare:

  • giunti aperti o riempiti in modo irregolare;
  • bordi di lamiera esposti;
  • profili che trattengono acqua e residui;
  • sigillanti non adatti all’ambiente e al metodo di pulizia;
  • soglie deformate o fessure non accessibili;
  • scarichi che rifluiscono nella cella;
  • fissaggi non protetti soggetti a corrosione.

La conformità igienica non dipende soltanto dal materiale dichiarato “alimentare”. Dipende anche da come i componenti vengono uniti e da quanto saranno realmente accessibili durante la pulizia quotidiana.

Sicurezza della porta e rischio di intrappolamento

Prima dell’utilizzo, ogni persona deve poter aprire la porta dall’interno anche se all’esterno è chiusa. Il dispositivo di sblocco interno va provato fisicamente, non soltanto osservato.

In funzione di dimensioni, temperatura, modalità d’uso e valutazione dei rischi possono essere necessari o opportuni:

  • allarme persona intrappolata;
  • illuminazione di emergenza;
  • contatto porta collegato all’allarme;
  • riscaldamento del telaio e della valvola di compensazione;
  • istruzioni e procedure per il personale;
  • divieto di stoccare merce nel raggio di apertura o davanti allo sblocco.

Questi dispositivi devono essere definiti nel progetto e secondo le prescrizioni applicabili al luogo di lavoro. Non bisogna aspettare il collaudo per accorgersi che manca lo spazio per installarli.

Monoblocco e split: il livello di difficoltà non è uguale

Una cella con unità monoblocco preassemblata può ridurre i lavori frigoriferi in cantiere. Non significa automaticamente che l’installazione sia semplice: occorrono comunque foro o predisposizione compatibile, portata del pannello, movimentazione dell’unità, scarico, ventilazione del locale, alimentazione corretta e messa in servizio.

Con un impianto split, evaporatore e unità condensatrice sono separati. Aumenta la libertà progettuale, ma servono tubazioni, collegamenti, prova di tenuta, vuoto e gestione del refrigerante. Queste attività devono essere affidate al frigorista autorizzato.

Per approfondire il confronto conviene collegare questo articolo a “Impianto frigorifero monoblocco o split: quale soluzione scegliere?”.

Il collaudo non consiste nel vedere se “fa freddo”

Una cella che raggiunge la temperatura a vuoto non è necessariamente installata correttamente. Un collaudo professionale dovrebbe documentare almeno:

Controlli meccanici

  • pareti e porta in squadra;
  • chiusura uniforme della guarnizione;
  • soglia stabile e sigillata;
  • giunti chiusi e tappi completati;
  • assenza di bordi taglienti o fissaggi allentati;
  • portata e supporto dei componenti sospesi.

Controlli funzionali

  • apertura dall’interno;
  • luce, interruttore e allarmi;
  • riscaldamento porta e valvola di compensazione, se presenti;
  • ventilatori, sbrinamento e scarico condensa;
  • corretta risposta del regolatore e delle sonde;
  • arresto e riavvio in sicurezza.

Controlli frigoriferi

  • tenuta del circuito e documentazione richiesta;
  • corretta carica e condizioni di esercizio;
  • surriscaldamento e sottoraffreddamento quando pertinenti;
  • temperature di evaporazione e condensazione;
  • distribuzione dell’aria;
  • assorbimenti e protezioni;
  • prova con condizioni rappresentative, non solo a porta chiusa e cella vuota.

Documentazione finale

  • manuali e schemi;
  • dati del regolatore e parametri impostati;
  • identificazione di refrigerante e carica;
  • verbale di collaudo;
  • istruzioni per pulizia, uso e manutenzione;
  • eventuale libretto di manutenzione e adempimenti di notifica applicabili.

L’UFAM indica che, a seconda del tipo di refrigerante, della carica e dell’impianto, possono applicarsi obblighi di controllo della tenuta, tenuta del libretto di manutenzione e notifica. Dal 1° ottobre 2021 la notifica degli impianti stazionari con più di 3 kg di refrigerante avviene tramite l’organismo indicato dall’UFAM. La verifica concreta va affidata allo specialista, perché non tutti gli obblighi si applicano indistintamente a ogni apparecchio.

Gli errori più frequenti nel montaggio fai da te

1. Ordinare la cella prima di controllare il percorso di consegna

Il pannello entra nel locale sulla pianta, ma non passa dalla scala o non può essere ruotato sotto il soffitto.

2. Compensare un pavimento irregolare durante il montaggio

Si procede “aggiustando” ogni pannello. Alla fine le pareti sembrano chiuse, ma la geometria accumula errori e la porta non lavora correttamente.

3. Confondere sigillante e correzione strutturale

Si riempie un giunto largo con silicone o schiuma. L’aspetto migliora, ma isolamento, tenuta al vapore e portanza rimangono compromessi.

4. Serrare subito tutti i giunti

Se ogni elemento viene bloccato definitivamente appena posato, diventa difficile recuperare lo squadro complessivo. Molti sistemi richiedono un allineamento progressivo e una precisa sequenza di serraggio.

5. Forare senza conoscere cosa contiene il pannello

Il rischio è particolarmente elevato su porta e telaio riscaldato. Si possono danneggiare cavi, resistenze o rinforzi non visibili.

6. Appoggiare peso sul soffitto

Il pannello viene usato come piano di lavoro o supporto per il gruppo frigorifero senza verifica della portata. Una deformazione può aprire i giunti o creare una situazione pericolosa.

7. Dimenticare lo spazio di manutenzione

La cella funziona, ma non si riesce a rimuovere un ventilatore, pulire il condensatore o aprire la vasca dell’evaporatore.

8. Trascurare lo scarico condensa

Una contropendenza o un tubo non protetto dal gelo provoca traboccamenti e ghiaccio dopo i primi sbrinamenti.

9. Mettere in funzione senza collaudo documentato

Raggiungere il setpoint una volta non verifica sicurezza, sbrinamento, allarmi, tenuta della porta e comportamento sotto carico.

Checklist prima di decidere se partecipare al montaggio

Rispondere “no” anche a una sola delle domande critiche non significa che il progetto sia impossibile; significa che serve pianificare l’intervento dello specialista prima di iniziare.

  • Disponiamo del disegno esecutivo e del manuale esatto del modello?

  • Il produttore ammette il montaggio da parte nostra senza compromettere garanzia e conformità?

  • Accessi, spazi di manovra e altezza sono stati verificati sul posto?

  • Il sottofondo è stato controllato per planarità e portata?

  • Per una cella negativa è stata progettata la protezione antigelo del pavimento?

  • Conosciamo peso e metodo di sollevamento di ogni pannello e unità?

  • Sappiamo quali pannelli contengono cavi, riscaldamenti o rinforzi?

  • Tutti gli attraversamenti sono già definiti nel progetto?

  • Evaporatore e unità condensatrice hanno spazio sufficiente per aria e manutenzione?

  • Lo scarico condensa è progettato fino al punto di smaltimento?

  • È già incaricato un frigorista con autorizzazione speciale o qualifica equivalente?

  • È già incaricato un elettricista autorizzato per i collegamenti fissi?

  • Sono definiti prove, parametri, verbale e responsabilità del collaudo?

  • La porta può essere aperta dall’interno e i dispositivi di sicurezza sono previsti?

  • Le superfici finite saranno continue, pulibili e resistenti al metodo di lavaggio?

Quando il montaggio assistito può avere senso

Esiste una via intermedia utile: il cliente prepara il locale, organizza accessi e movimentazione e mette a disposizione personale per aiutare, mentre un installatore esperto dirige il montaggio e assume le lavorazioni critiche.

Questa soluzione può ridurre tempi e costi senza lasciare irrisolti i punti tecnici più importanti. Funziona bene soprattutto quando:

  • la cella è modulare e documentata;
  • il progetto è già completo;
  • i pannelli non richiedono adattamenti in cantiere;
  • il locale è libero e preparato;
  • ruoli e responsabilità sono concordati prima dell’arrivo;
  • frigorista ed elettricista intervengono nella sequenza corretta.

La condizione essenziale è che il risparmio di manodopera non venga ottenuto eliminando progettazione e collaudo.

Conclusione: montare i pannelli è solo una parte del lavoro

Una cella frigorifera professionale non è affidabile perché i pannelli sembrano dritti il giorno del montaggio. È affidabile se rimane asciutta, igienica, stabile ed efficiente dopo migliaia di aperture porta, cicli di sbrinamento, lavaggi e variazioni di carico.

Partecipare alla preparazione del locale o all’assemblaggio di un sistema espressamente predisposto può essere ragionevole. Intervenire senza qualifiche sul circuito frigorifero, sui collegamenti elettrici fissi o su dettagli costruttivi non compresi, invece, espone a rischi e spesso trasforma un risparmio iniziale in costi di correzione molto più elevati.

Il nostro consiglio pratico è semplice: prima di aprire gli imballaggi, fate verificare progetto, sottofondo, passaggi, predisposizioni e ripartizione dei lavori. Una breve verifica iniziale costa molto meno dello smontaggio di una cella montata fuori squadra o con la porta nella posizione sbagliata.

CTA

State valutando una cella frigorifera nuova o avete già ricevuto pannelli e gruppo frigorifero? Potete inviarci pianta, misure, fotografie del locale e documentazione del prodotto. Ingross Innovative Gastro-Technik GmbH può verificare le predisposizioni, chiarire quali lavori potete organizzare direttamente e preparare l’installazione e il collaudo tecnico in Svizzera.

 

Fonti consultate

Consultazione effettuata il 27 agosto 2026. I riferimenti normativi devono essere ricontrollati al momento della pubblicazione e per il singolo progetto.

  1. Gastro Ingross – Manuale tecnico per celle frigorifere professionali
    Indice editoriale aggiornato, utilizzato per identificare l’articolo n. 7.
    https://gastro-ingross.ch/it/blog/manuale-tecnico-per-celle-frigorifere-professionali/
  2. UFAM – Autorizzazione speciale per l’utilizzazione di prodotti refrigeranti
    Pagina ufficiale sulle attività che richiedono l’autorizzazione speciale secondo ORRPChim e ordinanza DATEC.
    https://www.bafu.admin.ch/it/autorizzazione-speciale-per-lutilizzazione-di-prodotti-refrigeranti
  3. UFAM – Prodotti refrigeranti
    Quadro ufficiale dell’allegato 2.10 ORRPChim, obblighi di esercizio e manutenzione e aggiornamenti normativi.
    https://www.bafu.admin.ch/it/prodotti-refrigeranti
  4. Fedlex – Ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim; RS 814.81)
    Base legale federale, in particolare articolo 7 e allegato 2.10.
    https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/2005/478/it
  5. ESTI – Autorizzazioni OIBT
    Informazioni ufficiali sull’obbligo di autorizzazione per lavori su impianti elettrici e raccordi fissi.
    https://www.esti.admin.ch/it/temi/autorizzazioni-oibt/autorizzazioni-oibt
  6. Fedlex – Ordinanza concernente gli impianti elettrici a bassa tensione (OIBT; RS 734.27)
    Base legale per esecuzione, modifica, manutenzione e controllo degli impianti elettrici a bassa tensione.
    https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/2002/22/it
  7. Fedlex – Ordinanza del DFI sui requisiti igienici per il trattamento delle derrate alimentari (ORI; RS 817.024.1)
    Requisiti per locali, pavimenti, pareti e superfici nelle attività alimentari.
    https://www.fedlex.admin.ch/eli/cc/2017/183/it
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